Road Trip Italiano

Sono passati diversi mesi dal mio ultimo post, onestamente non ho rispettato la parola e non ho più raccontato nulla dei miei giri e delle mie gite. Vi aggiorno un po’ sui miei ultimi spostamenti.

A Settembre ho interrotto il mio rapporto di lavoro con il bar per il quale ho lavorato ad Aosta in quanto non mi trovavo bene.

Subito dopo il mio compagno Timo è venuto a trovarmi dalla Germania e siamo partiti per un mini road trip Italiano in memoria dell’esperienza Australiana.

Abbiamo allestito la mia macchina station wagon trasformandola quasi in un camper, con tanto di materasso, tende, mensole e fornelli in modo tale da poter sostare ovunque ci venisse l’ispirazione. Abbiamo anche finalmente scelto un nome per la mia auto, che questa volta ci sembrava più appropriato al maschile: Bruno.

 

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Bruno


Partiamo alla volta della Liguria primo stop Sestri Levante.

Arriviamo in tempo per berci una birra al tramonto nella Baia del Silenzio. Ormai siamo a fine stagione quindi c’è pochissima gente e un’atmosfera di pace assoluta. Centro storico caratteristico, piccolo ma pieno di bei locali e ristoranti.

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Baia del Silenzio – Sestri Levante

Passiamo la notte parcheggiati direttamente sul lungomare di Sestri, un po’ più lontani dal centro per poter stare tranquilli.

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Cena 12 Stelle Michelin – Sestri Levante

Il giorno dopo si riparte per visitare le Cinque Terre. Questa volta decidiamo di appoggiarci ad un campeggio anche e soprattutto per poterci fare una doccia. Optiamo per il “Cinque Terre” a Levanto.

Lasciata la macchina al camping prendiamo il treno da Levanto, primo stop Monterosso al Mare. Nonostante sia fine Settembre, qui i turisti abbondano sempre.

Passeggiamo lungo la spiaggia, ci addentriamo nei vicoletti affollati e proseguiamo a piedi verso Vernazza. Ci eravamo svegliati con la pioggia ma il tempo cambia ed esce il sole.

 

Vicoli – Monterosso al Mare

La camminata è bellissima ma faticosa soprattutto per il caldo. Offre degli scorci da cartolina meravigliosi.

Dopo quasi 2 ore ci troviamo davanti Vernazza, un vero gioiello. Decine di casette colorate ammassate una sull’altra e il caratteristico porticciolo.

Vernazza

Anche qui ci addentriamo negli stretti vicoli ed esploriamo la piccola spiaggia, il cui accesso è garantito passando sotto un arco ricavato nella roccia.

Pranzo al sacco sui gradoni del porto e ci concediamo il lusso di un costoso ma buonissimo gelato nella gelateria Il Porticciolo.

Proseguiamo in treno fino a Corniglia. Dalla stazione al centro del paese bisogna risalire la collina con una lunga serie di gradini.

Scalinata per raggiungere Corniglia

Questo paesino è veramente minuscolo ma non per questo meno caratteristico. All’estremità ci si affaccia a strapiombo sul mare da dove si può ammirare da lontano il successivo paese, Manarola.

Così dopo qualche scatto, riscendiamo per prendere il treno.

Vista di Manarola da Corniglia

Arriviamo a Manarola e qui l’atmosfera è davvero frizzante. I profumi dei ristoranti che cucinano pesce iniziano a farsi sentire ad ogni angolo. Scendiamo verso il mare fino al piccolo porto e continuiamo la camminata lungo la costa che si affaccia proprio di fronte al paese. I colori sono sempre più caldi, il tramonto è alle porte.

Manarola al tramonto

Torniamo indietro fino al porto e ci appoggiamo alla ringhiera insieme a molta altra gente ad attendere il sole tramontare nel mare, in silenzio. Di tramonti meravigliosi ne ho visti centinaia, soprattutto in Australia, sarò banale e scontato, ma a me affascinano sempre tantissimo. E questo è stato sicuramente un tramonto bellissimo che ricorderò.

Tramonto a Manarola

Tornando verso la stazione ci inerpichiamo in alcune stradine davvero ripide e strette che attraversano il paese e ci domandavamo che fatica facessero a portare la spesa o dei mobili.

Prendiamo di nuovo il treno e arriviamo all’ultimo paesino, Rio Maggiore.

Purtroppo era già buio quindi dal punto di vista fotografico (essendo munito solo di iPhone) non era il massimo, ma dal vivo i colori e l’atmosfera erano molto vivaci. Abbiamo notato che in questo ultimo paesino c’era una concentrazione di giovani più alta e con locali un po’ meno caratteristici ma più alla moda.

Rio Maggiore

Stanchi e distrutti, prendiamo l’ultimo treno che ci riporta a Levanto dove Bruno ci aspetta per dormire.

Il giorno seguente dopo un’energetica colazione si riparte, direzione Porto Venere.

Anche questo paesino lo trovo di una bellezza disarmante. L’unica strada che dalla porta di ingresso del paese, attraversa tutto il centro è colmo di Caffè, Ristorantini caratteristici, gelaterie e negozi di prodotti tipici. In fondo si trova una chiesetta in cima ad una scogliera. Vicino all’ingresso un suonatore di arpa ha reso quel momento davvero magico.

Porto Venere

Porto Venere

Risaliamo sopra il paese dove c’è il caratteristico cimitero che affaccia direttamente sul mare, un senso di pace e di libertà enorme.

Cimitero di Porto Venere

Torniamo indietro verso la macchina e il viaggio continua, ovviamente al di fuori delle autostrade.

Decidiamo di proseguire fino a Torre del Lago, poco dopo Viareggio, per concederci una serata di svago. L’atmosfera qui è decisamente diversa. Nonostante sia sabato, la stagione sembra davvero finita. Spiagge deserte, i bagni ormai chiusi e quasi completamente smontati.

Ci godiamo un altro bel tramonto in spiaggia muniti di birra.

Tramonto a Torre del Lago

Ci facciamo una doccia a scrocco in uno dei bagni sulla spiaggia e torniamo verso Bruno per preparare cena.

La sera avanza, ma nonostante avessimo letto su Facebook che ci sarebbe stata una serata nel famoso locale Mamamia, sembra tutto chiuso. E invece verso le 23 come per magia arrivano centinaia di persone, aprono il locale e si trasforma in una discoteca a cielo aperto direttamente sul lungo mare come molti anni fa.

Mamamia a Torre del Lago

Il giorno seguente il tempo è bellissimo e lo dedichiamo completamente alla spiaggia e al relax.

Nella mia solita ingordigia di fare mille cose andiamo ancora a Pisa, per far ammirare a Timo la famosa Torre e una passeggiata nel centro, e nel pomeriggio ci dedichiamo interamente a Lucca. Una vera scoperta per me.

Torre di Pisa

Piazza dei Miracoli – Pisa

Torre di Pisa

La città è meravigliosa, racchiusa in questa cinta di mura e soprattutto con pochi turisti rendendola gradevole e non caotica.

Chiesa di San Michele in Foro – Lucca

Chiesa di San Michele in Foro – Lucca

Duomo San Martino – Lucca

Saliamo sulla Torre Guinigi che ha la caratteristica di avere in cima un piccolo giardino di piante di leccio.

Da quassù si può ammirare tutta la bellezza di Lucca e della sua architettura.

Veduta di Lucca dalla Torre Guiniggi

Veduta di Lucca dalla Torre Guiniggi

Troviamo una vineria carina ed economica dove beviamo dell’ottimo vino e passiamo la notte in un parcheggio appena fuori le mura della città.

L’ultimo giorno in Toscana lo dedichiamo a Firenze visitando tutta la città ma solo a piedi, niente musei. Stanchezza e code chilometriche ci hanno persuaso.

Cattedrale di Santa Maria del Fiore – Firenze

Basilica Santa Maria Novella – Firenze

Come al solito Firenze è bella, ma i troppi turisti e la circolazione delle auto nel centro storico rendono la passeggiata un continuo fermarsi per far passare gente, macchine e motorini.

Ci godiamo però l’immancabile tramonto da Piazzale Michelangelo da dove si può ammirare una delle più belle città italiane e del mondo… ma che ne sanno gli Australiani!

Tramonto su Firenze da Piazzale Michelangelo – Firenze

Il tempo è agli sgoccioli e dobbiamo fare marci indietro verso Aosta.

Tornando ci siamo ancora fermati a Portofino e a Recco dove ho voluto provare la vera e originale focaccia di Recco. Buonissima!

Scogliera Portofino

Vicolo Portofino

Baia di Paraggi – Portofino

E così dopo una bella scorpacciata, e una settimana di spostamenti, nella notte rientriamo ad Aosta…ma solo per poco, pronti per partire di nuovo. Dove?

Scopritelo nel prossimo articolo, stay tuned!

INDIA

RAJASTHAN

Pushkar e Ajmer

NEWS! I started to write my articles in English, this is my first one, so sorry for any grammatical mistake, if you find someone let me know! To go to the English Version you can click on the right of this page ENGLISH VERSION or the link below. Thank you!

https://bosoblog.com/english-version/

Per la lingua Italiana, continuare di seguito.

Buona lettura! 

Il viaggio che per le prossime sei settimane mi porterà in India è iniziato.

Volo diretto Milano – Nuova Delhi con Airindia.

Ancora prima di atterrare, dal finestrino mi rendo conto subito di qualcosa che dovrò affrontare per le prossime settimane: lo smog. Una spessa nebbia circonda la città e dall’aereo sembra surreale.

Una volta raccolto il mio bagaglio e ritirato dal bancomat un po’ di Rupie, pago un taxi prepagato per arrivare fino in città dove un mio amico e sua sorella mi stanno aspettando.

È totalmente insano il modo che hanno di guidare, senza regole, dove ognuno fa quello che gli pare, dove a volte è meglio chiudere gli occhi piuttosto che guardare, ma è affascinante come senza nessuna logica e nessun senso, passando a 2 cm l’uno dall’altro, in realtà non si toccano e riescono a farsi strada ovunque.

Arrivo a destinazione sano e salvo, trovo i miei amici ed esploriamo i dintorni a piedi. È il caos più totale. Camminare è quasi impossibile, motociclette, tuktuk, macchine che suonano senza sosta il clacson per farsi strada nella calca, sfiorandoti le gambe. Senza contare le mucche che camminano ovunque. Dopo 10 minuti sono già esausto, io che amo i posti tranquilli…

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Delhi

Fortunatamente a Nuova Delhi ci rimaniamo solo per il pomeriggio, alle 21.30 abbiamo già prenotato il bus notturno che ci porterà a Pushkar.

Per arrivare alla stazione dei bus prendiamo un tuk tuk e il divertimento misto all’ansia di morire si alternano. A mettermi maggiore ansia ci pensano i miei amici che mentre saliamo sul bus litigano pesantemente con l’autista perché vuole dei soldi extra per poter mettere il bagaglio in stiva. Si tratta di 20 rupie a testa, qualcosa come 26 cent di euro, ma è una questione di principio. Ovunque cercano di fregarti soldi, o chiederti soldi non dovuti, e lo fanno soprattutto con i turisti. Dopo ben 10 minuti di urla e tensioni riusciamo a mettere i bagagli senza pagarli.

Il bus notturno che parte con circa 2 ore di ritardo, ha oltre ai normai sedili, delle cuccette come quelle dei treni. Neanche poi così scomode, ma il problema è che il bus non è rilassante come un treno e le strade non sono di certo senza buche.

Dopo circa 12 ore con qualche fermata di mezzo arriviamo finalmente a Pushkar dove l’atmosfera è decisamente più rilassata, anche se nelle vie centrali il caos è persistente.

Pushkar ha un lago sacro, il che la rende particolare meta di turismo e pellegrinaggio. Inoltre moltissimi turisti fanno ottimi affari per comprare gioielli e pietre all’ingrosso da spedire in Europa per rivenderli. In città sono vietati alcool e carne, anche se in alcuni posti puoi trovare illegalmente della birra ordinando del “tè speciale”.

La via centrale dove si affacciano tutti i negozi e ristoranti è molto viva e caotica. Un mix di colori e odori. Anche qui ogni due metri cercano di invitarti nel proprio negozio per comprare qualcosa.
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Di interessante da fare a Puskar c’è il lago, dove sui ghats (i gradini sacri intorno al lago) si può ammirare uno spettacolare tramonto, al ritmo di tamburi, chitarre e giocolieri. Bisogna solo stare attenti a questi finti preti che ti ficcano un fiore in mano, poi ti accompagnano sul lago per fare una preghiera e alla fine ti chiedono un’offerta assurda per la propria famiglia. Noi ci siamo fatti abbindolare solo nel Brahma Temple, dove in realtà un ragazzo ci ha fatto tutto uno spiegone di cui abbiamo capito meno della metà facendoci fare tutto un rito particolare. Gli abbiamo lasciato 300 rupie a testa, che anche se sono poco meno di 4€, sono una follia. Tenendo conto che una notte in Guest House ci veniva a costare 110 rupie a testa. Insomma, bisogna fare un po’ attenzione e soprattutto imparare come sto facendo io, a dire di no o contrattare il prezzo per qualunque cosa. Qui funziona così, e anche se per noi Europei si tratta di centesimi o manciate di euro, vige sempre il principio di non farsi fregare, perché gli Indiani ne approfittano tantissimo e se possono cercano di fregarti più soldi possibili.

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Altra attrazione che merita, è senz’altro salire sulla collina del Savitri Temple per il tramonto. Da una parte si ha la città di Pushkar e dall’altra montagne e deserto. La camminata richiede circa 1 ora dal centro città ed è parecchio impegnativa, quindi essenziale portarsi almeno una bottiglia d’acqua a testa, ma ne vale proprio la pena. In cima, scimmie e cani ti aspettano nella speranza di ricevere qualche cosa da mangiare.

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Se invece c’è una cosa super facile da fare è mangiare. Ristoranti o baracche che fanno da mangiare tutto il giorno no stop a prezzi ridicoli. In media a pasto si spende dalle 100 alle 150 rupie.

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Un giorno noleggiamo uno scooter per 200 rupie e andiamo ad Ajmer, circa 20 km da Pushkar. È prettamente una città Islamica, dove si trova uno dei più importanti siti di pellegrinaggio dell’India per i musulmani, il Dargah. Sfortunatamente non possiamo entrare, perché indossiamo pantaloncini corti e non abbiamo nulla per coprirci.

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Visitiamo il Red Temple che però non è nulla di eccitante e compriamo a poco prezzo alcune attrezzature elettroniche nel delirio cittadino. Qui lo smog e il caos è qualcosa di esagerato.

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Rientrati a Pushkar approfittiamo dello scooter per andare un po’ fuori città dove inizia il deserto e ammirare i colori caldi che solo la luce del tramonto può dare.

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Un altro giorno assistiamo alla festa Shivrati che consiste in una parata di carri, fiori e colori per le vie del centro.

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Per ora è tutto, il viaggio in India continua!

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