Fraser Island

Il viaggio continua verso Nord. Mi ha fatto un po’ effetto passare per Brisbane, da dove la mia avventura per l’Australia era iniziata quasi un anno fa, ma è stato piacevole. La nostra prossima meta è Fraser Island, che non avevamo potuto fare lo scorso Giugno quando Timo ed io abbiamo iniziato a viaggiare insieme a causa di mancanza di finanze.

Fraser Island è famosa per diversi motivi. Intanto è la più grande isola al mondo di sola sabbia che misura 120Km di lunghezza.

È l’unica al mondo dove si trova la foresta pluviale cresciuta nella sabbia.

Non esistono strade, infatti l’accesso è riservato a sole auto 4WD o 4×4 chiamatele come volete, il che rende il tutto super divertente.

È famosa per la presenza dei Dingo selvatici di cui ti smaronano con cartelli ovunque sulla pericolosità di un incontro ravvicinato, pare non siano tanto coccoloni.

Punto di partenza del traghetto per arrivare a Fraser Island è Rainbow Beach, la quale prende il nome dalle dune di sabbia dai diversi colori che si trovano sulla spiaggia. Un po’ forzato chiamarla Rainbow.. Al massimo io l’avrei chiamata Yellow/Brown Beach ma forse non suonava molto bene! 🙂 

  
Passiamo un giorno e mezzo nei dintorni. Facciamo un’escursione al Poona Lake e al Searys Creek che hanno in comune la particolarità di avere tea tree water. Significa che le piante di te circostanti che perdono pezzi nell’acqua danno il colore come quando immergiamo una bustina di te. Si passa dal rosso, al giallo pipì al marrone.

 

Lake Poona

  

Lake Poona

 Nel fiumiciattolo, c’è una sorta di percorso di qualche metro dove semplicemente ti fai trasportare dalla corrente circondato da una verdissima vegetazione.

 

Searys Creek

  

Searys Creek

 La prima sera abbiamo assistito ad uno spettacolo naturale bellissimo. Dopo cena, siamo andati in spiaggia, sopra di noi un cielo stellato bellissimo, e in lontananza delle enormi nubi illuminate costantemente da lampi, sembrava una discoteca! 

Esaurite le cose da fare a Rainbow Beach, prenotiamo un tour di tipo Tag-a-long di due giorni e una notte per Fraser Island. Tag-a-long significa che ci sono diverse Jeep, c’è la Jeep “madre” con la guida turistica che sta davanti a tutti e le altre jeep la seguono cercando di passare esattamente nelle stesse tracce delle ruote che ha lasciato sulla sabbia la prima jeep. La cosa bella di questo tipo di tour è che a turno possiamo tutti guidare.

  
Siamo 3 jeep per un totale di 22 persone tutti ragazzi under 25, il che mi fa sempre sentire il vecchio del gruppo. Nella nostra macchina siamo in 6, Timo ed io, due ragazze e un ragazzo Inglesi e un ragazzo tedesco.

Prendiamo il traghetto che in 10 minuti attracca a Fraser Island e si parte all’avventura…o quasi! Dopo neanche 50 metri la jeep numero 3 si era già bloccata nella sabbia! Ma dopo qualche istruzione via radio sono riusciti a sbloccarsi da soli. Ci sono diverse regole da seguire quando si guida nella sabbia. Tenere marce basse, quindi 1ª o 2ª, e tenere alti i giri del motore, soprattutto quando inizi a sentire che la sabbia ti sta bloccando le ruote. 


  Tendenzialmente con la sabbia morbida le ruote vanno un po’ dove vogliono, ma se si perde il controllo basta lasciare il volante e in qualche secondo le ruote tornano in linea e la macchina riprende ad andare dritta. Il divertimento ad ogni modo è assicurato!

  
Dopo qualche decina di chilometri incontriamo i primi dingo che appaiono super magri con musi tristi, si affiancano alla macchina ma non mi sono sembrati così minacciosi. 

Proseguiamo ed arriviamo al primo punto di interesse il Maheno Wreck, il relitto di una nave naufragata nel 1935 di cui rimangono i resti arrugginiti e consumati dagli agenti atmosferici. È un po’ l’immagine simbolo di Fraser Island.

 

Maheno Wreck

  

Maheno Wreck

 Secondo posto dove ci fermiamo è Eli Creek, anche questo è una sorta di percorso di un paio di centinaio di metri dove ti lasci trasportare dalla corrente. A differenza dell’altro creek vicino a Rainbow Beach, questo aveva un’acqua cristallina pulitissima che si poteva anche bere. Posto carino, ma troppo turistico, troppa gente!
 

Eli Creek

  

Eli Creek

 Il tempo cambia e inizia a piovere. È il mio turno per guidare! Sfortunatamente la strada che ci porta nel prossimo punto di interesse è noiosa e con sabbia compatta, quindi in realtà era quasi come guidare in una strada normale.

Arriviamo all’inizio del sentiero che porta al Wabby Lake. Un percorso di circa 2Km in mezzo alla foresta ma che poche centinaia di metri prima della fine si apre in un deserto di sabbia.

 Al fondo di una ripida discesa si estende questo lago dalla temperatura decisamente tiepida e piacevole.

  
Tornati alla jeep facciamo marcia verso il resort dove passeremo la notte. Cena basic, con pasta al ragù tremenda e dopo cena decine di giovani backpackers completamente ubriachi che fanno casino fino a notte fonda.

  
Il giorno successivo dopo colazione, è il turno di Timo per guidare. Una stretta e malmessa strada in mezzo alla foresta ci porta al famoso Lake Mckenzie. La spiaggia di sabbia bianca e fina si getta nell’acqua cristallina del lago. Anche qui l’acqua è tiepida e piacevole e tutti ci rilassiamo a bagno facendo scrub con la sabbia su tutto il corpo.

 

Lake Mckenzie

  

Lake Mckenzie

 Dopo circa un’ora facciamo marcia indietro e torniamo verso il resort per mangiare, e dopo pranzo facciamo il percorso inverso che ci riporterà al traghetto per tornare sulla terra ferma a Rainbow Beach.

L’isola ci è piaciuta tantissimo, soprattutto guidare la jeep rende il tutto più divertente, ma onestamente siamo rimasti molto delusi dal tour operator. Avevamo scelto di passare due giorni e una notte per aver fatto più tempo da dedicare sull’isola, ma in realtà il primo giorno alla fine della fiera siamo partiti da Rainbow Beach verso le 11 del mattino, e il giorni successivo mi pare che alle 3 fossimo di già rientrati. Il tour da un giorno parte alle 6 del mattino e torna il giorno successivo verso le 5.30pm. Abbiamo fatto esattamente le cose che fanno nel tour di un giorno, dedicando lo stesso tempo. Il resort era qualcosa di tremendo. In una bella isola deserta come questa hanno costruito questo mostro dove la sera ci sono solo giovani ubriachi e casinisti. Mi sarei aspettato qualcosa di più rilassante. Inoltre la guida non ci ha spiegato praticamente nulla, addirittura quando ci ha portati al Lake Wabby, all’inizio del sentiero ci ha detto “questo è il sentiero di 2Km, quando arrivate lì controllate l’orologio e alle 4 tornate indietro io aspetto qui” ah beh grazie! L’unica cosa positiva è stato guidare la jeep, cosa che altrimenti con il tour di un giorno non sarebbe stato possibile fare. Quindi se doveste mai andare a Fraser Island, non scegliete il tour operator chiamato Nomads! 🙂

  

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