Ultimo Roadtrip in Australia

Pronti, partenza..via!
Di nuovo in macchina, di nuovo, in campeggio, di nuovo in viaggio. Ho aspettato intensamente questo momento.
Lasciata Melbourne nel tardo pomeriggio dopo quasi 10 ore di ritardo secondo i nostri piani, ci dirigiamo in quello che definiscono il miglior parco nazionale del Victoria: Wilsons Promontory National Park.
Ci fermiamo un po’ prima in un campeggio chiamato Shallow Inlet Campground (da non confondere con il più caro Shallow Inlet Caravanpark) per $7.5 a persona, a due passi dalla spiaggia. Ci godiamo un bel tramonto con birra alla mano chiacchierando con una coppia australiana/irlandese sulla cinquantina. È sempre piacevole scambiare quattro parole con sconosciuti.

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L’indomani mi sveglio presto, prima dell’alba per tentare di scovare qualche Wombat, ma a parte decine di coniglietti coccolosi e di cigni neri in spiaggia non ho visto altro.

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Ci dirigiamo verso il Parco Nazionale e il paesaggio cambia improvvisamente. Dai prati secchi e gialli, incomincia una rigogliosa foresta e prati verdissimi tutti intorno.
Arriviamo al Tidal River Parking dove lasciamo Miss Sophie e prendiamo la navetta gratuita che ci porta al Telegraph Saddle Park, punto dal quale parte la nostra escursione di 10 Km solo andata. Cercando un po’ di informazioni su internet decidiamo di fare la passeggiata che porta alla Sealers Cove Beach. Per tutti i 10 Km si è immersi nella foresta fra sali e scendi. Dopo quasi 3 ore di camminata arriviamo alla spiaggia, praticamente deserta. Bellissimo.

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Il mare cristallino (gelido), sabbia bianca finissima e tutto intorno vegetazione. C’è anche un campeggio che va prenotato anticipatamente sul sito del parco nazionale, e un po’ ci siamo pentiti di non aver pensato di portarci tutta l’attrezzatura dietro perché sarebbe stato un posto fantastico.

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Ci godiamo comunque un paio d’ore di svacco prima di tornare indietro e riaffrontare altri 10 Km.
Al parcheggio scopriamo che nei bagni ci sono anche le docce gratuite con acqua calda e ne approfittiamo all’istante siccome nei campeggi gratuiti è raro trovare le docce.
Dopo una bella lavata ci dirigiamo al prossimo campeggio dove passare la notte, ma non prima di un Fish and Chips in un villaggio sperduto di cui non ricordo il nome.
Passiamo la notte in questo campeggio affollatissimo, ma molto tranquillo appena dietro una lunghissima spiaggia.

Il giorno successivo lo passiamo quasi interamente in macchina prendendocela con comodo facendo tanti stop e decidiamo di passare la notte in uno dei campeggi che diventerà uno dei miei preferiti in Australia. Per trovarlo siamo diventati scemi, fra Google Maps e Wikicamps che davano informazioni contrastanti. Purtroppo e per fortuna molti di questi campeggi si trovano in mezzo al nulla, spesso raggiungibili solo con strade sterrate e non segnalate dai navigatori. Quando stavamo per arrenderci e fare marcia indietro per cercare un altro posto, troviamo la deviazione giusta e arriviamo finalmente a destinazione.

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Ci ritroviamo in mezzo alle montagne, immersi nella foresta con altre 3-4 macchine e ci prendiamo un posto super con vista sul torrente sottostante. Una quiete indescrivibile. Passiamo una notte fantastica con una temperatura finalmente sopportabile. Al mattino mentre facevamo colazione, veniamo distratti da queste piccole lucertole lunghe circa 1.50m che cercano un posto al sole dove riscaldarsi.

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Ci rimettiamo in marcia verso una destinazione che mi ero segnato e che anche se non era proprio di strada, ho voluto fare a tutti i costi per un motivo soltanto. Pare che in questo posto, che è poi anche un altro campeggio gratuito, si abbia il 100% di possibilità di avvistare un sacco di Wombat!
La strada per arrivare è qualcosa di spettacolare. Si sale e poi si scende in questa vallata chiamata Kangaroo Valley, con una vegetazione fitta fitta e di un verde acceso.
Arrivati al campeggio, chiamato Bundanoon, ci sorprendiamo di quanto questo pur essendo un camping gratuito, sia super controllato. Infatti all’ingresso bisogna fermarsi ad un cancello, dove una guardia pakistana ci chiede un documento, ci registra, ci da una serie di brochure e ci spiega un paio di regole. Inoltre ci sono telecamere a circuito chiuso sparse ovunque, e ronda continua delle guardie intorno al campeggio.
Ci sistemiamo in un bello spiazzo sul prato e subito dopo aver parcheggiato Miss Sophie, ci dirigiamo verso i bagni dove giusto di fronte avvistiamo il nostro primo Wombat che si ingozza di erba! Buffissimo e senza considerarci granché, si lascia fare qualche foto anche da distanza ravvicnata.

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Nei minuti successivi avvistiamo altri Wombat dei quali alcuni corrono alla velocità della luce, il che non me lo sarei aspettato dal loro buffo e goffo aspetto.

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Un altro si avvicina lentamente al van di un ragazzo e inizia a grattarsi il sedere su un angolo dei paraurti. Da morire dal ridere!
Durante la notte quando sono uscito dalla tenda per fare pipì era pieno di wombat intorno che brucavano l’erba. Cosa ancora più buffa camminano mangiando senza quasi mai alzare la testa e si riescono a vedere le scie che lasciano quando passano nei prati.
Quando ci svegliamo al mattino una coltre nebbia si estende intorno a noi e di wombat neanche l’ombra.
Così dopo un “fantastico” caffè istantaneo, ci rimettiamo in viaggio, destinazione Sydney.

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