Sydney

La strada che ci porta dall’ultimo campeggio a Sydney è bellissima. Alle volte Google Maps ti fa fare strade assurde per evitare pedaggi e code, evitando così le noiose autostrade.
Arriviamo a Sydney verso l’ora di pranzo, fa caldo ma la giornata è molto bella.
Mi faceva un po’ effetto arrivarci in macchina, ho sempre immaginato di arrivarci con l’aereo.

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Miss Sophie per le strade di Sydney

Ci dirigiamo verso North Bondi dove per un paio di notti ci ospiterà Marco, un mio compagno delle scuole medie.

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Bondi Beach

Abbiamo così subito modo di vedere la famosissima Bondi Beach (che in Italiano suona come Bondai) dove passiamo un’oretta nel parco accanto per fare pranzo. La spiaggia è enorme e super affollata nonostante sia un martedì, ma qui ci sono ancora le vacanze scolastiche. Tutto intorno solo fisici tonici, atletici, muscolosi e super abbronzati che ti fanno sentire una cozza.
Passato qualche minuto di depressione ci attrezziamo di Opal Card che è la tessera magnetica per i mezzi pubblici di Sydney e ci dirigiamo verso il CBD.
Come prima cosa, andiamo nel famoso Sydney Harbour nel quale finalmente ho il mio incontro con l’Opera House e il Sydney Harbour Bridge.

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Sydney Opera House

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Sydney Opera House

L’Opera House me la immaginavo più grande e il ponte più piccolo, quindi alla fine si sono compensati.

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Ha fatto comunque un certo effetto essere lì, in quei luoghi che hai visto tante volte in tv o in foto. Ed in effetti ho realizzato che sono veramente pochi gli edifici o i luoghi simboli in Australia. Voglio dire, se vi dico Melbourne, voi che immagine avete? Io nessuna, anche se ci ho vissuto 3 mesi e mezzo. Se vi dico Brisbane? Vabbé Brisbane non la conosce nessuno, ma a parte il ponte nient’altro. Adelaide? Canberra? Perth? Sydney è l’unica città Australiana che ha qualche simbolo e qualche caratteristica solo sua. In effetti in molti sono ancora convinti che Sydney sia la capitale australiana, e comunque quando pensi all’Australia pensi quasi solo ed esclusivamente a Sydney.
Dico questo perché mi ha fatto un certo effetto, mi ha fatto un po’ pensare a quando vai in qualche capitale europea e riconosci palazzi e monumenti.
Detto questo, il CBD di Sydney non è molto diverso dagli altri Australiani. Mi è però piaciuto molto Hyde Park che si trova in pieno centro ed è enorme. In generale ho riscontrato molto verde per la città.
Il secondo giorno Marco si è offerto di accompagnarci per una camminata lungo la scogliera che si estende dopo Bondi Beach. Una bella camminata con un bellissimo panorama con alcune spiagge più piccole lungo il percorso. Noi da pigroni ci siamo fermati nella prima, chiamata Tamarama Beach decisamente meno affollata di Bondi Beach. Dopo aver camminato con 35° C ci concediamo un bel bagno fresco fra le onde e i surfisti, cosa che ripeteremo nella via del ritorno in Bondi Beach.
Il pomeriggio lo passiamo in centro. China Town che non mi ha colpito più di tanto e per le vie dei negozi come George Street, Elizabeth Street e Martin Place.

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CBD

Attraversiamo Harbour Bridge a piedi e abbiamo modo di vedere il porto e l’Opera House da un’altra prospettiva.

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La pioggia arriva e così decidiamo di cercare un posto dove mangiare in zona. Io sarò anche nato indeciso, ma Timo mi batte alla grande. Abbiamo quasi perso un’ora per decidere dove mangiare, ma alla fine abbiamo scelto un piccolo ristorante thailandese molto buono e non molto caro.
La pioggia passa e facciamo marcia indietro sul ponte, ripercorriamo Hyde Park e facciamo tappa in Oxford Street nella zona di Darlinghurst, conosciuto come il quartiere gay di Sydney. Essendo mercoledì non c’è un gran movimento, ma ci fermiamo lo stesso a bere un paio di drink allo Stonewall Hotel che era parecchio affollato.
A mezzanotte eravamo già a letto stanchi morti.
La mattina seguente facciamo visita ai Botanic Garden fino ad arrivare al punto chiamato Mrs Macquarie’s Chair dal quale si ha un bel lookout per vedere l’Opera House, Harbour Bridge e lo skyline dei grattacieli del CBD.

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Botanic Garden

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È giunto il momento di lasciare Sydney, anche se all’ultimo dobbiamo cambiare programmi per la nostra prossima meta. Sfortunatamente le previsioni meteo danno tempo pessimo per i prossimi giorni e quindi saltano le Blue Mountains e cerchiamo di sfuggire al temporale dirigendoci piu a nord.
Un grazie enorme a Marco, al suo papà Nino e al coinquilino Fabian che ci hanno accolto a casa, fatto da mangiare, preparato caffè e fatto sentire in famiglia.

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Ultimo Roadtrip in Australia

Pronti, partenza..via!
Di nuovo in macchina, di nuovo, in campeggio, di nuovo in viaggio. Ho aspettato intensamente questo momento.
Lasciata Melbourne nel tardo pomeriggio dopo quasi 10 ore di ritardo secondo i nostri piani, ci dirigiamo in quello che definiscono il miglior parco nazionale del Victoria: Wilsons Promontory National Park.
Ci fermiamo un po’ prima in un campeggio chiamato Shallow Inlet Campground (da non confondere con il più caro Shallow Inlet Caravanpark) per $7.5 a persona, a due passi dalla spiaggia. Ci godiamo un bel tramonto con birra alla mano chiacchierando con una coppia australiana/irlandese sulla cinquantina. È sempre piacevole scambiare quattro parole con sconosciuti.

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L’indomani mi sveglio presto, prima dell’alba per tentare di scovare qualche Wombat, ma a parte decine di coniglietti coccolosi e di cigni neri in spiaggia non ho visto altro.

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Ci dirigiamo verso il Parco Nazionale e il paesaggio cambia improvvisamente. Dai prati secchi e gialli, incomincia una rigogliosa foresta e prati verdissimi tutti intorno.
Arriviamo al Tidal River Parking dove lasciamo Miss Sophie e prendiamo la navetta gratuita che ci porta al Telegraph Saddle Park, punto dal quale parte la nostra escursione di 10 Km solo andata. Cercando un po’ di informazioni su internet decidiamo di fare la passeggiata che porta alla Sealers Cove Beach. Per tutti i 10 Km si è immersi nella foresta fra sali e scendi. Dopo quasi 3 ore di camminata arriviamo alla spiaggia, praticamente deserta. Bellissimo.

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Il mare cristallino (gelido), sabbia bianca finissima e tutto intorno vegetazione. C’è anche un campeggio che va prenotato anticipatamente sul sito del parco nazionale, e un po’ ci siamo pentiti di non aver pensato di portarci tutta l’attrezzatura dietro perché sarebbe stato un posto fantastico.

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Ci godiamo comunque un paio d’ore di svacco prima di tornare indietro e riaffrontare altri 10 Km.
Al parcheggio scopriamo che nei bagni ci sono anche le docce gratuite con acqua calda e ne approfittiamo all’istante siccome nei campeggi gratuiti è raro trovare le docce.
Dopo una bella lavata ci dirigiamo al prossimo campeggio dove passare la notte, ma non prima di un Fish and Chips in un villaggio sperduto di cui non ricordo il nome.
Passiamo la notte in questo campeggio affollatissimo, ma molto tranquillo appena dietro una lunghissima spiaggia.

Il giorno successivo lo passiamo quasi interamente in macchina prendendocela con comodo facendo tanti stop e decidiamo di passare la notte in uno dei campeggi che diventerà uno dei miei preferiti in Australia. Per trovarlo siamo diventati scemi, fra Google Maps e Wikicamps che davano informazioni contrastanti. Purtroppo e per fortuna molti di questi campeggi si trovano in mezzo al nulla, spesso raggiungibili solo con strade sterrate e non segnalate dai navigatori. Quando stavamo per arrenderci e fare marcia indietro per cercare un altro posto, troviamo la deviazione giusta e arriviamo finalmente a destinazione.

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Ci ritroviamo in mezzo alle montagne, immersi nella foresta con altre 3-4 macchine e ci prendiamo un posto super con vista sul torrente sottostante. Una quiete indescrivibile. Passiamo una notte fantastica con una temperatura finalmente sopportabile. Al mattino mentre facevamo colazione, veniamo distratti da queste piccole lucertole lunghe circa 1.50m che cercano un posto al sole dove riscaldarsi.

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Ci rimettiamo in marcia verso una destinazione che mi ero segnato e che anche se non era proprio di strada, ho voluto fare a tutti i costi per un motivo soltanto. Pare che in questo posto, che è poi anche un altro campeggio gratuito, si abbia il 100% di possibilità di avvistare un sacco di Wombat!
La strada per arrivare è qualcosa di spettacolare. Si sale e poi si scende in questa vallata chiamata Kangaroo Valley, con una vegetazione fitta fitta e di un verde acceso.
Arrivati al campeggio, chiamato Bundanoon, ci sorprendiamo di quanto questo pur essendo un camping gratuito, sia super controllato. Infatti all’ingresso bisogna fermarsi ad un cancello, dove una guardia pakistana ci chiede un documento, ci registra, ci da una serie di brochure e ci spiega un paio di regole. Inoltre ci sono telecamere a circuito chiuso sparse ovunque, e ronda continua delle guardie intorno al campeggio.
Ci sistemiamo in un bello spiazzo sul prato e subito dopo aver parcheggiato Miss Sophie, ci dirigiamo verso i bagni dove giusto di fronte avvistiamo il nostro primo Wombat che si ingozza di erba! Buffissimo e senza considerarci granché, si lascia fare qualche foto anche da distanza ravvicnata.

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Nei minuti successivi avvistiamo altri Wombat dei quali alcuni corrono alla velocità della luce, il che non me lo sarei aspettato dal loro buffo e goffo aspetto.

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Un altro si avvicina lentamente al van di un ragazzo e inizia a grattarsi il sedere su un angolo dei paraurti. Da morire dal ridere!
Durante la notte quando sono uscito dalla tenda per fare pipì era pieno di wombat intorno che brucavano l’erba. Cosa ancora più buffa camminano mangiando senza quasi mai alzare la testa e si riescono a vedere le scie che lasciano quando passano nei prati.
Quando ci svegliamo al mattino una coltre nebbia si estende intorno a noi e di wombat neanche l’ombra.
Così dopo un “fantastico” caffè istantaneo, ci rimettiamo in viaggio, destinazione Sydney.

Goodbye Melbourne

Buon 2016!

Pensavo di aggiornare il mio blog prima ma non ho avuto molto tempo.

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Il mio 2015 è finito, a capodanno abbiamo deciso di andare ad una cena a casa di un collega italiano di Timo e a mezzanotte abbiamo guardato i fuochi lungo il fiume… Nulla di eccezionale. All’1 di notte eravamo già nel letto di casa anche perché alle 7.30 del mattino Timo doveva lavorare.

Io ho approfittato invece per iniziare il mio 2016 all’insegna delle escursioni dedicando quasi ogni mio giorno off ad una gita. Il 1° Gennaio sono andato in solitaria al Werribee Gorge State Park, ad un’ora di macchina da Melbourne.

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Werribee Gorge State Park

Un bel circuito da 10 Km, fra sali e scendi e con un bel tracciato lungo il fiume in cui ho anche potuto fare il bagno in un’insenatura che ha formato una piccola spiaggia.

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Il giorno seguente che ero di nuovo off sono andato in un altro posto meraviglioso a 2 ore a sud da Melbourne, una lunga passeggiata lungo la costa con paesaggi fantastici. Colline, scogliere, spiagge e milioni di fastidiosissime mosche. Il percorso si chiama George Bass Coastal Walk, fra andata e ritorno sono 14 Km e si trova vicino ad una cittadina chiamata San Remo.

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George Bass Coastal Walk

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George Bass Coastal Walk

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George Bass Coastal Walk

Un altro giorno ancora sono andato sempre a Sud, a Point Nepean. Anche qui bellissima spiaggia con un mare cristallino che non avevo ancora trovato da altre parti in Australia. Una tranquilla passeggiata di poco più di un’ora porta al punto più estremo della penisola dove si trova un forte risalente alla Prima e Seconda Guerra Mondiale. Intorno, alcune zone e spiagge sono chiuse per pericolo di bombe inesplose.

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Point Nepean

A soli 30 minuti di macchina da Melbourne invece, si arriva in una spiaggia molto carina anche se decisamente affollata, chiamata Half Moon Bay che si trova nella cittadina di Black Rock. Ma vale davvero la pena, anziché stare a St Kilda che onestamente la trovo terribile. Il cielo è stato incerto tutto il giorno, e ovviamente come ho messo piede in spiaggia il sole è sparito definitivamente e dopo poco ha iniziato a piovere. Ma ho avuto il tempo di farmi un bagno e di leggere un po’ il mio libro.

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Half Moon Bay, Black Rock

Una sera l’ho dedicata invece all’avvistamento… dei pinguini! Ebbene sì! Non avevo la più pallida idea che in Australia potessi vedere i pinguini e invece.. In un sobborgo di Melbourne, chiamato St Kilda si trova una colonia di pinguini che si possono avvistare andando sul molo chiamato Breakwater. Dopo il tramonto escono dal mare per tornare nelle loro case in mezzo alle rocce. Sono piccoli, alti circa 30-40 cm e sono buffissimi. Per nulla spaventati dalla presenza di centinaia di persone si fanno spazio camminando in mezzo alla gente. E’ stato davvero divertente!

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L’8 Gennaio è stato il compleanno di Timo che per l’occasione ha organizzato un aperitivo sul tetto di casa con un po’ di suoi colleghi di lavoro. Cibo e alcohol non sono mancati e io ho fatto il bis con un super Tiramisù che però ci siamo tenuti solo per noi due 😀 Ho anche provato a fare la panna cotta al Mojito e non era affatto male per essere la prima volta che facevo la panna cotta in vita mia.

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Il 14 Gennaio è stato il mio ultimo giorno di lavoro a Melbourne, super pulizie di casa, valigie e il 15 Gennaio abbiamo lasciato definitivamente Melbourne. Già. Un po’ di tristezza chiudere un altro capitolo, ma subito rimpiazzata dall’eccitazione di ripartire con la macchina per l’ultimo Roadtrip in Australia.

Da Melbourne fino a Brisbane facendo tappa in alcuni posti e città che non voglio assolutamente perdermi.

E poi a Marzo, Timo ed io saluteremo l’Australia e raggiungeremo sua sorella in India per 6 settimane. Dopodiché, a meno che non ci siano altri cambi di programma, tornerò in Italia per metà Aprile.

Per ora è tutto, prossimi aggiornamenti durante il Roadtrip!