Melbourne

Finalmente sono a Melbourne! Dopo 7 mesi in Australia, sono nella città più gettonata insieme a Sydney.

Arriviamo di domenica pomeriggio, in un traffico pazzesco. Altroché tangenziale nord di Torino! Cinque corsie super busy e ovviamente io alla guida..
Decidiamo di stare in ostello a St Kilda, a qualche Km sud rispetto al centro perché era quello più economico. Che poi per economico parliamo di $21 a notte in camerata da 10. L’aspettativa è bassa, ma evidentemente non abbastanza.
Il personale è incapace e scazzato. Prima di arrivare ci hanno detto che la camera era a $21, il tempo di parcheggiare la macchina 2 minuti dopo erano diventati $25 perché la camera da 10 non era disponibile ma solo quella da 6. Fortunatamente Timo che non si fa tanti problemi a discutere, l’ha zittito facendoci fare la camera a $21 ma solo per la prima sera. Iniziamo bene…

In camera siamo con dei francesi, che scusatemi non è per cadere nei luoghi comuni, ma sono davvero dei cafoni come nel 90% dei casi. Neanche un “hello”, zero, trasparenti, come se non esistessimo.
Cucina super zozza, nessuno si preoccupa di lavare le stoviglie dopo averle usate, internet gratis che neanche quando c’era il 56k.. Insomma tremendo. Ma la cosa peggiore è che pare che a nessuno crei problemi tutto ciò. Non allo staff, ma neanche ai clienti che per la maggior parte sono i classici ventenni fancazzisti che si ammazzano di canne, alcool, o davanti alla tv e poi si lamentano che non trovano lavoro.

Comunque, ci prendiamo il resto del pomeriggio giusto per fare un salto nel quartiere circostante e in spiaggia.
Il quartiere è vivissimo, pieno di gente, di caffè, di ristoranti e negozi. Si sente musica dal vivo qua e là proveniente da qualche artista di strada.
Decidiamo di andare in spiaggia che non è nulla di che ma anche qui c’è moltissima gente, fra chi prende il sole, chi fa jogging, chi va sullo skate board o in bicicletta.
Rispetto a tutti gli altri posti che ho visto si nota subito che la città è davvero multietnica e vedi gente di tutti i tipi.

Luna Park di Melbourne

Luna Park di Melbourne

Alle spalle della spiaggia, si trova un bel Luna Park davvero caratteristico ma con prezzi proibitivi. Ma entrare dentro per farci un giro dentro non costa niente.

Il giorno seguente iniziamo a visitare il centro cittadino e come guida abbiamo anche un mio amico australiano, che avevo conosciuto un paio di anni fa a Torino mentre era in vacanza in Italia. Abbiamo tenuto i contatti e si è offerto di accompagnarci.

Diciamo che Melbourne non ha un qualcosa di veramente caratteristico come un palazzo o un monumento come può essere l’Opera di Sydney.
Ha però un’anima tutta sua, fatta di murales e street art, palazzi vecchi mischiati con palazzi ultra moderni, artisti di strada, negozi e tanta tanta gente.

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Posso confermare tutto quello che si dice di Melbourne. Sembra una città europea, in qualche modo le vie dei negozi mi hanno ricordato Madrid e Barcellona, mentre appena si esce dal CBD (Centre Business District) e si entra nei sobborghi sembra in tutto e per tutto di essere a Londra o comunque in Inghilterra. Infatti molti la definiscono la Londra Australiana e concordo.

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Un altro lato che non mi aspettavo di ritenere positivo è che finalmente non sembra tutto perfetto! Dopo mesi di regole, di divieti di qualunque tipo da rispettare ecc. ecc. che alla lunga credetemi è estenuante perché hai paura di fare qualunque cosa di sbagliato che se no sei multato o vai in galera, finalmente a Melbourne noto che la gente è molto più libertina. Persone che bevono birra in spiaggia senza essere arrestati, in macchina sono un po’ più arroganti e non rispettano alla lettera qualunque cosa, i mezzi pubblici non sono efficientissimi e gli autisti vanno tutti di fretta senza preoccuparsi più di tanto se i passeggeri si ammazzano ad ogni frenata o partenza… Insomma mi sento un po’ più a casa! Non esageratamente male come in Italia, ma non so, tutto questo perfezionismo mi aveva rotto un po’ le balle!

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Andiamo a China Town che è esattamente come qualunque China Town al mondo, e ci spariamo un pranzo con meno di $7.

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St Paul’s Cathedral

Visitiamo Federation Square, St Paul’s Cathedral, Hosier Lane, State Library of Victoria, Queen Victoria Market, ACMI (Australian Centre of Moving Image) e più o meno ci giriamo tutto il centro.

Federation Square

Federation Square

Il bello di questa città è proprio camminare e scovare gli angoli più caratteristici. Ogni tanto scopri delle viuzze strette strette in cui trovi bellissimi ristoranti e caffè che possono ricordare in alcuni casi l’Italia e in altri Parigi. Insomma c’è proprio un bel mix.

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Flinders Station

La tappa a Melbourne non è solo una tappa momentanea. Qui vogliamo fermarci per i nostri ultimi mesi in Australia per racimolare quanti più soldi possibili e rientrare di tutto o quasi quello che abbiamo speso in questi 7 mesi. Quindi la priorità adesso è il lavoro.

Il giorno prima che arrivassi a Melbourne ho dato un’occhiata nei vari gruppi su Facebook tipo Italiani a Melbourne dove ogni tanto mettono qualche annuncio di lavoro e così leggo un annuncio che cercano un lavapiatti/aiutocuoco in un Pizza Bar nel sobborgo di Richmond. Così mi dico “vabbè dai proviamo a portarci avanti e rispondiamo”.
Insomma alla fine è andata che all’unico annuncio a cui ho risposto ho avuto la prova il giorno del mio compleanno e alla fine anche il lavoro! Proprio un bel regalo! Per una volta da quando sono arrivato in Australia, mi è andata bene al primo colpo.
Quindi adesso lavoro tutte le sere 4 ore e mezza, 6 giorni su 7 e faccio soprattutto il lavapiatti e ogni tanto do una una mano come aiuto cuoco. Solo la domenica e il lunedì che la cuoca è off devo occuparmi anche della preparazione di alcuni piatti che però sono già pronti quindi devo solo scaldare o comporli. Easy.
La paga non è altissima, quindi dovrò cercarmi qualcos’altro da fare durante il giorno. Però ogni sera mi danno qualcosa da mangiare, e non immaginate che meraviglia poter assaggiare di nuovo alcuni prodotti italiani che erano mesi che non mangiavo. Parmigiano, prosciutto crudo, Nutella, pizza che è davvero pizza e anche molto buona, ma soprattutto lui… IL GORGONZOLA!

La situazione lavorativa comunque qui è decisamente diversa.
Timo il primo giorno che ha iniziato a dare curriculum, dopo 6-7 ristoranti si è fermato perché aveva già due prove ed è stato assunto.
Fra l’altro lavoriamo qualcosa come a 300 metri di distanza.

Nei bar, ristoranti e negozi è facile vedere il cartello che cercano personale. Insomma pare proprio che qui sia pieno di lavoro! Meno male!
Ora stiamo trovando lungo a trovare una casa. I prezzi onestamente non sono così cari come pensavo. Stando insieme in doppia si sta tranquillamente fra i 130-150 $ a settimana a testa.
il problema è che siccome lavoriamo nello stesso sobborgo chiamato Richmond, vorremmo trovare casa in questa zona in modo tale da poterci andare a piedi e non usare i mezzi. Ma in questa zona di annunci non ce ne sono molti, e quei pochi che ci sono bisogna essere svelti ad essere fra i primi a rispondere. Eravamo praticamente certi di una bellissima casa ad un prezzo super, a 10 minuti a piedi dal lavoro e poi la ragazza che doveva lasciare la casa ha deciso di rimanere.

Dopo circa 10 giorni in ostello però non ne potevamo più, così per una notte ci ha ospitato un’amica di Timo che rimaneva dalla parte opposta di Melbourne a Newport, e poi uno dei miei colleghi ci ha offerto di ospitarci per qualche giorno sul divano letto di casa sua. Sono rimasto piacevolmente sorpreso di come perfetti sconosciuti si rendano disponibili ad aiutarti.
Così adesso momentaneamente siamo qui in casa con la sua compagna e la loro bellissima bimba di 3 anni. Inoltre abitano a circa 20-25 minuti a piedi da dove lavoriamo, quindi super lusso!

Di Melbourne non ho ancora visto molto visto che se non lavoro, sono attaccato al computer a cercare annunci di case, ma appena siamo sistemati voglio girarmela tutta per bene.

Granny Bingo

Granny Bingo

La sera prima del mio compleanno siamo andati insieme al mio amico australiano Jesse e i suoi amici (quello che ci ha fatto da guida il primo giorno), in un pub con una serata troppo divertente chiamata Granny Bingo. In pratica all’ingresso ti davano delle schede per giocare al bingo, e due uomini travestiti da nonne fra cabaret, battute volgari e canzoncine facevano anche l’estrazione del bingo. Capivo meno della metà di quello che dicevano anche perché l’audio era pessimo, ma per quel poco che capivo mi sono ammazzato dalle risate.

Granny Bingo

Granny Bingo

Oggi che ero off sono andato a trovare Jesse e mi ha fatto fare un bel giro nei quartieri di Collingwood e Fitzroy. Mi sono piaciuti tantissimo! Palazzi vecchi, murales ovunque, locali super cool, gente stravagante e caffè pieni di persone. C’era addirittura un ristorante messicano con all’interno uno skate park. Non sarebbe male vivere/lavorare in questa zona popolata per lo più da under 30. A proposito, la maggior parte della popolazione di Melbourne è veramente giovane.

Il tempo atmosferico è stranissimo, come si dice qui ci sono 4 stagioni nella stessa giornata ed in parte è vero. Si passa dal freddo al caldo torrido, dal sole alla pioggia. Insomma è un casino, non sai mai come vestirti!
Per ora è tutto, non vedo l’ora di poter iniziare a vivermi un po’ di più la città, uscire, fare qualche amicizia e mettere da parte un po’ di soldini.

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Roadtrip – Ultima parte – Port Fairy e Great Ocean Road

Port Fairy è un graziosa piccola cittadina con una via piena di negozietti e caffè, una spiaggia di sabbia bianca e un canale che funge da porto con qualche casa affacciata sull’acqua.

Port Fairy

Port Fairy

Port Fairy

Port Fairy

Presi dalla fame e dalla vicinanza con il mare cerchiamo un Fish and Chips tramite Trip Advisor.
East Beach Take Away, gestito da una coppia greca molto gentile. Spendo $10 e mi riempio il pancino.

Finito il pranzo ci dirigiamo a Tower Hill dove si trova un bel parco all’interno di un antico vulcano. Il nostro obiettivo è scovare i koala, che ancora non ho visto!
Naso all’insù cerchiamo e cerchiamo ma niente… Ma proprio davanti alle toilettes un gruppo di persone indicano un albero ed eccolo lì! Accovacciato su un albero che dormicchia! Tenero!

Koala a Tower Hill

Koala a Tower Hill

Continuiamo la camminata molto ripida che porta fino alla cima della collina, ma niente koala.

Tower Hill

Tower Hill

In compenso attorno al parcheggio è pieno di giganteschi Emu in cerca di cibo che non si fanno tanti problemi ad avvicinarsi agli esseri umani.

Emù a Tower Hill

Emù a Tower Hill

Si riparte, e finalmente dopo pochi chilometri da Warrnambool entriamo nella famosissima Great Ocean Road.
E’ probabilmente la strada più famosa dell’Australia, sicuramente fra le più turistiche grazie alle bellezze naturali che si incontrano.
Sfortunatamente capitiamo nel weekend sbagliato perché c’è qualche festa e quindi c’è molta più gente del solito.
Ma a parte questo, ci godiamo tutte le meravigliose scogliere e formazioni rocciose nel mare formatesi con il passare di migliaia di anni che con la forza potentissima delle onde dell’oceano e del vento si sono modellate. Molte di queste formazioni sono cambiate e sono destinate a mutare ancora in futuro. Nel 1990 è crollato uno dei ponti di London Bridge e uno dei faraglioni dei Twelve Apostles alto 70 metri si è sgretolato nel 2005. Quindi, se avete intenzione di venire da queste parti sbrigatevi!

I principali siti da visitare sono:

The Bay of Island

The Bay of Island

The Bay of Island

The Bay of Island

The Bay of Island

The Grotto

The Grotto

The Grotto

The Grotto

The Grotto

Razorback

Razorback

Razorback

Loch Ard Gorge

Loch Ard Gorge

Loch Ard Gorge

Loch Ard Gorge

Loch Ard Gorge

The Arch

The Arch

The Arch

London Bridge

London Bridge

London Bridge

Twelve Apostles

Twelve Apostles

Twelve Apostles

Twelve Apostles

Twelve Apostles

Sono tutti di una bellezza unica e il colore blu dell’oceano è qualcosa di incredibile.
Ho voluto vedere i Twelve Apostles durante il tramonto e devo dire che ne è valsa davvero la pena.

Abbiamo campeggiato due notti a 10 minuti dai Twelve Apostles al Princetown Reserve per circa $8 a notte. Vale la pena fermarsi qui se si vogliono vedere centinaia di canguri bellissimi che stanno nei dintorni del campeggio. Ho visto anche un sacco di mamme cangure con i piccoli che entravano e uscivano dal marsupio. Che meraviglia!

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Sorpassati i Dodici apostoli, onestamente non ho trovato molto altro di interessante da vedere nella Great Ocean Road.
Volevamo andare a vedere il Cape Otway Lighthouse che si trova nel punto più meridionale dell’Australia, ma abbiamo appreso soltanto arrivati lì che volevano $19.50 solo per poter entrare nell’area adiacente il faro, al che abbiamo fatto marcia indietro. Ma almeno avendo fatto questa deviazione abbiamo avuto la fortuna di trovare lungo la strada tantissimi koala fra cui anche una mamma con il piccolo che erano talmente vicini da poterli quasi toccare!

Cucciolo di Koala

Cucciolo di Koala

Koala

Koala

Bellissimi!!

Continuiamo la Great Ocean Road ma non c’è altro di veramente significativo da vedere e la strada non è neanche delle migliori. Piena di curve e piena di buche. La cosa mi ha abbastanza sorpreso, che una strada di questa importanza sia completamente lasciata in questo stato che neanche in Italia!

Ci fermiamo per pranzare al faro di Aireys Inlet da dove abbiamo un bel panorama.

Aireys Inlet Lighthouse

Aireys Inlet Lighthouse

Passiamo nella capitale del Surf chiamata Torquay e alla più famosa spiaggia chiamata Bells Beach dove si tengono i campionati mondiali di Surf, la Rip Curl Pro Surf.

Bells Beach, Torquay

Bells Beach, Torquay

Bells Beach, Torquay

Bells Beach, Torquay

Bells Beach, Torquay

Bells Beach, Torquay

Inoltre a Torquay sono nati appunto Rip Curl e Quicksilver i due noti brand di abbigliamento per surfisti.
In questo momento non è stagione di mega onde, ma c’erano comunque un bel po’ di surfisti neanche poi così giovani, che si allenavano. Abbiamo visto anche decine di delfini che giocavano con le onde!

E dopo Torquay, per noi la Great Ocean Road finisce e ci dirigiamo a Melbourne, di cui farò un altro articolo appena avrò un po’ di tempo!

Onestamente avevo aspettative molto più alte per la Great Ocean Road, soprattutto per il tipo di strada e di paesaggi. Ma per la maggior parte la strada rimane non sulla costa e non così emozionante. L’Aurelia in Liguria, è più bella e mozzafiato. Rimane comunque un bel viaggio da fare.

Per ora è tutto!

Roadtrip – Parte 6 – Da Coober Pedy a Yambuk

Lasciata Coober Pedy ci dirigiamo verso Port Augusta. Nei km che ci separano incontriamo diversi laghi salati. Decidiamo di fermarci a fare colazione in uno di questi chiamato Lake Hart. E’ qualcosa si sensazionale. Una distesa bianca in mezzo al deserto, sembra un lago di ghiaccio. Decidiamo di andare più vicino e di camminarci sopra. E qualcosa di mai visto. Sembra davvero ghiaccio.

Lake Hart

Lake Hart

Lake Hart

Lake Hart

Da lontano scorgiamo anche due Emù che ci camminano sopra ma sono troppo lontani per fare una foto.

Continuiamo verso Sud e dopo qualche ora arriviamo a Port Augusta dove facciamo un po’ di rifornimento di cibo e di GPL che costa meno della metà che nell’Outback. 60cent al litro che in € sono 45cent. Neanche il tempo di raffreddare il motore e ripartiamo subito per fare una deviazione nel Flinders Ranges National Park. Dopo pochissimi km il paesaggio cambia completamente. Non più deserto e arido, ma verde e alberi ovunque. Entriamo in questa vallata di montagne verdi che onestamente mi hanno ricordato molto le nostre amate Alpi.

E’ già tardo pomeriggio e quindi decidiamo di fermarci in un camping gratuito, questa volta nel giardino sul retro di un pub nella “animatissima” Cradock.
Ci permettiamo il lusso di farci una doccia calda al costo di $4 e alla fine decidiamo anche di cenare nel pub, troppo stanchi e infreddoliti per cucinare. Io mi sono scassato una cotoletta impanata di canguro con patate e a parte un piatto di cavolfiori e patate gratinate. Alla fine del pasto ero super sazio. Ho pagato $16, circa 11-12€, niente male!

Il giorno seguente ci separano ancora 40 minuti prima di arrivare al parcheggio del Wilpena Pound Resort. Il paesaggio è bellissimo, montagne rocciose, e colline verdissime dalle forme morbide e arrotondate che ricordano un po’ la Toscana.

Paghiamo il pass di $10 per macchina e arriviamo al parcheggio da dove parte una camminata di poco meno di 8km fra andata e ritorno.

La passeggiata è molto easy, con questi giganteschi alberi di gum tree e tantissime piante di mimosa che danno un tocco di colore giallo.

Flinders Range Park

Flinders Range Park

Dopo circa 1 ora e mezza arriviamo al Wangarra lookout da dove possiamo ammirare questo immenso anfiteatro idrico naturale di 80 kmq. Mi aspettavo qualcosa di più eccitante vedendo le foto su internet, ma comunque è stata davvero una super piacevole passeggiata.

Flinders Range Park

Flinders Range Park

Lasciamo le montagne e torniamo indietro, questa volta direzione Adelaide, ancora 5 ore di strada.

Poco dopo superata di nuovo Porta Augusta, il paesaggio muta di nuovo regalandoci immensi campi di grano, colline verdi con in cima pale eoliche che producono energia pulita. Ogni tanto qualche macchia di pecore e mucche sparse qua e là. E’ un paesaggio meraviglioso, ricorda un po’ l’Irlanda.

Arriviamo ad Adelaide, dove decidiamo di regalarci una notte in un ostello, il Sunny’s, per $22 a notte. Basic, ma pulito, con colazione inclusa a base di pancakes, wifi gratis e doccia caldissima. Ne approfittiamo per fare anche un giro di lavatrice.
Finalmente ho dormito in un letto caldo, che meraviglia!

Adelaide

Adelaide

Il giorno seguente andiamo ad esplorare la città. Le aspettative sono basse e anche la Lonely Planet non è che suggerisca molte cose da fare. L’unica cosa interessante da fare era un mercato, peccato che di lunedì fosse chiuso. Dopo circa un’ora di camminata in questa città anonima, con palazzi  grigi e senza identità, lasciamo la capitale del South Australia per andare nel prossimo camping che si trova vicino a Salt Creek.

Adelaide

Adelaide

Qui assistiamo al sorgere di una luna piena gigante e bellissima. Mi faccio prestare il binocolo dalla mamma di Timo e riesco a vedere nel dettaglio i crateri sul suolo lunare, mai visti dal vivo e così bene!

Dopo una piacevole dormita ci dirigiamo verso Robe, una piccola cittadina di pescatori dove di interessante c’è qualche palazzo che sembra un po’ storico e il vecchio faro, che è poi un obelisco da dove riusciamo a fare qualche bello scatto.

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Subito dopo ci dirigiamo a Mount Gambier, un po’ più nell’entroterra. E’ una cittadina piuttosto grande, e ci sono tre cose particolari da vedere.
Il Blu Lake, il lago blu, che non è altro che un lago ricavato nel cratere di un vecchio vulcano che dovrebbe avere un colore blu acceso, ma purtroppo causa maltempo, il colore non era nulla di particolare, ma comunque è un posto molto suggestivo.

Blu Lake in Mount Gambier

Blu Lake in Mount Gambier

Il Cave Gardens, si trova nel centro cittadino, ed è un buco di qualche decina di metro all’interno di un piccolo parco. All’interno piante e fiori curati. Tutte le sere fanno uno spettacolo di luci e suoni al quale però noi non abbiamo assistito.

Cave Gardens

Cave Gardens

Spostandoci verso la periferia si raggiunge l’Umpherston Sinkhole, un altro buco, molto più grande e molto più curato con praticelli verdissimi, edere pendenti lungo le pareti e fiori.

Umpherston Sinkhole in Mount Gambier

Umpherston Sinkhole in Mount Gambier

Contrariamente a quanto avevamo in programma, decidiamo di fare qualche km in più per campeggiare in un posto stupendo accanto al Lake Mombeong, già nello stato del Victoria. Per arrivarci abbiamo percorso una bellissima strada sterrata in mezzo ad una foresta.

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A 1km dal campeggio si può raggiungere a piedi l’oceano, cosa che non mi sono fatto mancare giusto giusto per godermi il tramonto.
L’oceano blu, con onde alte e aggressive con sullo sfondo un bel tramonto in mezzo alle nuvole.
Questa spiaggia immensa con non un’anima viva per km. Bellissimo.

Spiaggia di fronte a Lake Mombeong

Spiaggia di fronte a Lake Mombeong

Spiaggia di fronte a Lake Mombeong

Spiaggia di fronte a Lake Mombeong

Ho fatto anche qualche incontro con dei canguri che qui hanno un colore della pelliccia più scuro e mi sembrano anche molto più grandi. Per un momento ho pensato che uno mi venisse incontro ed essendo più alto di me mi sono un po’ cagato sotto, ma poi è saltellato via.
Notte abbastanza fredda.

Giorno seguente ci dirigiamo verso Cape Bridgewater, una penisola pochi km prima di Portland. Abbiamo speso quasi l’intera giornata qui, merita davvero spenderci un po’ di tempo.
C’è una camminata di circa 2 ore fra andata e ritorno, che parte da un parcheggio all’inizio della collina e che si estende sulla penisola verso l’oceano. Il paesaggio è bellissimo e oggi siamo stati anche fortunati ad avere il sole. Si hanno delle vedute pazzesche da un lato sull’oceano e sulla spiaggia sottostante, dall’altra su colline erbose verdissime con mucche e canguri e sullo sfondo pale eoliche.

Bridgewater

Bridgewater

Bridgewater

Bridgewater

Ma lo scopo della camminata è soprattutto uno in particolare. All’estremità della penisola ci sono due colonie di foche con il pelo, da una parte quelle Australiane e dall’altra quelle della Nuova Zelanda. Dall’alto è un po’ difficile per osservarle, ma con il binocolo siamo riusciti a vederle bene e ho anche cercato di fare qualche foto. La cosa divertente è che alcune prendevano letteralmente il sole pancia all’aria, altre in mare si divertivano a saltare e fare piroette. Davvero una bella esperienza.

Foche in Bridgewater

Foche in Bridgewater

Più tardi, a circa 5 km di distanza dalla parte opposta della penisola si trova un blowhole, cioè un geyser naturale. In pratica le onde delle oceano che sbattono contro la scogliera formano questo getto d’acqua, ma non mi è sembrato nulla di che.
Lì vicino si trova anche una Petrified Forest, tradotto Foresta Pietrificata.

Petrified Forest

Petrified Forest

Bridgewater

Bridgewater

Nel pomeriggio ci dirigiamo verso il Cape Nelson Lighthouse, un classico faro bianco e rosso ben conservato.

Cape Nelson Lighthouse

Cape Nelson Lighthouse

La sera campeggiamo in un posto meraviglioso chiamato Yambuk Lake Caravan Park per soli $8.66 a testa. Purtroppo da qui in avanti non si trovano più aree gratuite, quindi cerchiamo i prezzi migliori, in zone carine che abbiano almeno la doccia calda. Abbiamo trovato questo campeggio che affaccia direttamente su un lago abitato da pellicani e altri uccelli. Tutto intorno prati verdissimi e curati, colline e altre centrali eoliche. Devo ammettere che il sud dell’Australia mi sta affascinando molto di più rispetto alla costa Est del Queensland.

Yambuk Lake Caravan Park

Yambuk Lake Caravan Park

Aperitivo al Yambuk Lake Caravan Park

Aperitivo al Yambuk Lake Caravan Park

Assistiamo al tramonto di fronte alle nostre tende facendo un mini aperitivo con un bicchiere di vino.

Siamo sempre più vicini all’inizio della B100, cioè la Great Ocean Road dove abbiamo ancora tantissime cose belle da vedere prima di arrivare a Melbourne.

Ora nanna.