Hello?

Alla fine lo scorso week end niente Gold Coast, mi hanno paccato tutti la mattina stessa che dovevamo partire! Così sono andato a South Bank con il mio amico Taiwanese a fare il bagno nella spiaggia finta. Qui è autunno ma di giorno se c’è il sole picchia ancora duro con temperature sui 30°. Infatti quando esco metto sempre la crema solare, perché ti bruci anche solo a fare una passeggiata. La sera e la mattina invece è abbastanza fresco. Io comunque esco ancora in maniche corte e bermuda, quindi direi che va benissimo.

Questa è la prima settimana in cui ho iniziato seriamente a dedicarmi alla ricerca del lavoro.

Innanzi tutto vi dico subito che ancora non l’ho trovato.

Diciamo che sono partito moooolto lento. Lunedì ho girato un po’ di posti ma ero terrorizzato ad entrare nei vari bar e ristoranti, avevo l’ansia di quello che dovevo dire, la paura di non capire cosa mi chiedessero e farmi brutte figure. Quindi ne ho lasciati pochissimi.

Martedì ancora meno. Ho girato tutta la zona di South Bank che come vi ho già detto è piena di ristoranti e bar. Quindi il mio ragionamento era “tanti ristoranti = tante possibilità”. Ecco forse non sono l’unico ad aver fatto questo ragionamento. Quasi tutti mi hanno risposto che non cercavano, ma soprattutto mi sono un po’ chiuso quando mi sono seduto su una panchina 5 minuti, giusto per guardare due cose sul telefono, e nel giro di 5 minuti ho notato 3-4 ragazzi come me, CV in mano, che sono entrati in serie in tutti i ristoranti.

Ora, se io in 5 minuti in un qualsiasi orario della giornata ho visto 3-4 persone portare CV in tutti i ristoranti, chissà ogni giorno quanti ne passano. Insomma mi sono demoralizzato. Già non cercano, se ci fosse anche la possibilità che salti fuori un posto, questi raccoglieranno decine di CV ogni giorno, e chiunque abbia un Inglese più fluente del mio o qualche esperienza precedente nella ristorazione ovviamente mi passa avanti. Quindi ho capito che stavo sbagliando, South Bank non è il posto giusto per trovare lavoro. Troppo gettonato.

Mercoledì mi sono alzato più carico e un po’ più cazzuto grazie anche al fatto che la sera prima avessi sentito per telefono il miei amici Mea e Mauri (M&M’s) dall’Italia, che mi hanno dato una dose di positività e di incoraggiamento. Grazie ragazzi e grazie anche a Viber, Skype, FaceTime, ecc. che riescono ad abbattere questi circa 16.000Km di distanza.

Quindi per prima cosa, mi sono allontanato da South Bank e sono andato in centro città per vedere la situazione. Anche il centro pullula di ristoranti e bar, e diamine, sono stra affollati! In ogni Cafè c’è la coda fuori di uomini in giacca e cravatta. Quindi anche lì, mi sono subito bloccato. Non volevo entrare in caffè e ristoranti super busy che manco mi calcolano se chiedo di lasciare un CV. Così nulla, perlustro per un paio d’ore senza risultato.

Cambio ancora zona. Torno nel mio caro e vecchio sobborgo della mia homestay, New Farm. Credo sia davvero il mio quartiere preferito. Quartiere super ordinato, tranquillo, con bar e ristorantini carinissimi e curati. Sembra un piccolo paese a se.

Infatti come arrivo mi sento subito più rilassato di non vedere tutta quella dannata gente che c’è a South Bank e nel CBD (Central Business District).

Così inizio a raffica ad entrare in tutti quei ristoranti e bar che avevo già puntato quando vivevo lì.

I primi 2-3 posti ero impacciatissimo trasudavo ansia. Però tutti gentilissimi.Ad ogni ristorante in cui consegnavo il CV mi sentivo più sicuro, sapevo cosa dire, sapevo cosa mi avrebbero chiesto, quindi ho iniziato a sentirmi meglio.

Di posti ne ho girati davvero tanti e continuo a ripetere che sono tutti gentilissimi. Chi diceva che non aveva bisogno era dispiaciuto e mi augurava buona fortuna con la ricerca. Qualcuno mi ha anche consigliato dove provare a portare il CV. Insomma, c’è la volontà di aiutarti in ogni caso.

Avevo quasi finito il mio giro e avevo totalizzato da un “non abbiamo bisogno in questo momento, ma se posso chiederti il CV ti terremo in considerazione, che c’è sempre qualcuno che un giorno magari si sveglia e parte per le Farm!” ad un “in questo momento potrebbe servirci solo qualcuno per fare le pulizie a chiusura del locale, ti faremo sapere e grazie che ci hai dato il tuo CV” e altre risposte simili.

Ultimo posto che mi ero segnato in zona era un ristorante Italiano. Così pedalo fino lì, ed il ristorante era chiuso.. dannazione! Butto un occhio all’interno perché vedo qualcuno, ma dentro era tutto spento e c’era il cartello CLOSED appeso alla porta.. Vabbè pazienza, passerò un altro giorno. Così mi allontano, ma mi sento chiamare da un signore che esce dal ristorante. Mi chiede se ho bisogno. Così torno indietro gli spiego che volevo sapere se cercavano personale e se potevo lasciare un CV. Così mi chiede cosa cerco, cosa so fare e se può dare un’occhiata al mio CV. Capisce che sono italiano così inizia a parlarmi in Italiano e mi dice che in questo momento avrebbero bisogno di un lavapiatti. Ottimo! Per me va bene! Così mi prende il CV e mi dice che nel pomeriggio mi avrebbe richiamato.

Non ho ricevuto nessuna chiamata. Ma non importa. Ho avuto dei riscontri positivi, ho fatto comunque esperienza nel capire cosa dire e che cosa mi chiedono. E ho anche capito che se vai nei ristoranti Italiani, dopo che leggono il tuo nome sul CV e capiscono che sei Italiano, non so…noto che cambiano subito atteggiamento, in positivo. Quindi credo che dovrei concentrarmi sui ristoranti italiani, almeno per iniziare. Forse per una volta è una cosa positiva essere italiani in questo caso.

Questa mattina invece sveglia prestissimo, alle 7 ho appuntamento con il mio amico colombiano David nel CBD. Ha avuto un paio di contatti per delle imprese di pulizie, così molto gentilmente mi ha chiesto se voglio andare insieme a lui a portare il CV. Andiamo nei sotteranei di questo mega grattacielo a cercare un certo Scott.

Mi aspettavo tipo un uomo grasso e sporco, maleducato e cafone.

Lo troviamo, intento a sistemare diversi prodotti di pulizia, un uomo sulla cinquantina, pulito e ordinato.

David mi manda avanti, parlo io, saluto e gli chiedo se per caso stessero cercando personale e se possiamo lasciargli un CV.

Lui molto gentilmente ci dice che purtroppo non stanno cercando, e credetemi era dispiaciutissimo di non poterci dare una mano. Non solo, perde circa 15 minuti del suo lavoro per aiutarci lo stesso. Ci da delle dritte su dove provare ad andare a chiedere in posti dove secondo lui potevamo avere più fortuna. Ci ha anche consigliato un paio di ristoranti e alcuni corsi di formazione da fare per venderci meglio nella ristorazione. Ci dice anche che secondo lui abbiamo un buon Inglese e che quindi non dovremmo avere problemi a trovare lavori come baristi e camerieri.

Alla fine comunque ci ha detto che se volevamo lasciargli il CV li avrebbe presi volentieri, ma che probabilmente fino a Settembre non sarebbe cambiato nulla.

Ci saluta e ci augura buona fortuna.

Ragazzi, è davvero difficile descrivere quello che provo ogni volta che un totale sconosciuto si sbatte per aiutarmi, senza che effettivamente a lui ne venga in tasca qualcosa. Ok, siamo andati via di lì senza speranza di avere un lavoro da Scott. Ma siamo usciti di lì arricchiti e con una carica di positività incredibile. Quest’uomo, che chissà quante persone gestisce e quante persone ogni giorno magari gli portano il CV ci ha dedicato tutto questo tempo semplicemente per aiutarci. Per aiutare due ragazzi stranieri, che non parlano bene la sua lingua. Per me è una cosa incredibile che purtroppo non sono stato abituato ad avere. Ma quando mai qualcuno mi ha aiutato in Italia? Forse un paio di volte nella vita. Altrimenti “ARRANGIATI!” o detto in altri termini “Cazzi tuoi!”

Dopo che ho salutato David che doveva tornare a casa, ho ancora fatto un giro a consegnare qualche CV in centro e poi mi sono diretto a West End, un quartiere vicino a South Bank, molto più tranquillo, più fricchettone, con molti locali ma meno fashion e più per i giovani che non possono spendere molto. Insomma una sorta di San Salvario senza puttane e spacciatori.

In uno di questi locali una ragazza mi dice che stanno cercando un cameriere/tutto fare e che mi faranno sapere qualcosa. Vedremo…

Ad un certo punto squilla il telefono. PANICO. Oddio, chi sarà? Cosa mi chiederà? Capirò? Ok in fretta e furia prendo la penna dalla tasca, un pezzo di carta e rispondo “Hello?” con un tono di voce tipo quello di Suor Maria Roberta in Sister Act quando Whoopi Goldberg le chiede di darle un LA.

Unknown

Dall’altra parte del telefono una voce maschile che parla ai 200Km/h. Capisco solo che dice il mio nome e mi chiede se sto cercando ancora lavoro. Non capisco chi è, da dove chiama, e soprattutto non capisco assolutamente cosa dice dopo. Così gli chiedo scusa, se può parlare più piano perché non riesco a capirlo. Niente ricomincia a raffica. Così dopo 10 “Sorry can you repeat?” mi saluta e butta giù il telefono.

Non sapevo se scoppiare a piangere o cos’altro fare. Avevo perso un possibile posto di lavoro perché non ero stato in grado di capire che cosa mi avessero chiesto al telefono? Eppure ero stato in grado di parlare al telefono a capire e a farmi capire in altre occasioni e in conversazioni anche più complicate. Forse quello al telefono era solo uno stronzo che non ha fatto nulla per aiutarmi?

Insomma torno a casa pedalando e pensando ai mille scenari possibili e soprattutto dalla curiosità di capire chi mi avesse chiamato. Così arrivo a casa, vado su Google e cerco il numero di telefono… SBAM! Era un numero di telefono di qualche agenzia fuffa che probabilmente ha recuperato il mio cellulare su internet in uno dei millemila annunci a cui rispondo ogni giorno. In pratica ho letto di altre persone contattate da questo numero, che poi era un telefono fisso di Sydney, che ti chiama per proporti dei lavori super pacco tipo vendita porta a porta o rompere i coglioni alla gente per strada per il WWF. Ho tirato un mega sospiro di sollievo! Oddio, significa che nessuno mi ha ancora chiamato, ma sarebbe stato peggio se fosse stato uno dei posti nei quali avevo lasciato il CV!

Domani magari finisco ancora West End e poi mi sposto in Fortitude Valley che pare ci siano parecchi ristoranti Italiani.

La ricerca continua….

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