Piccole cose, enormi soddisfazioni

Ultimamente trovare il tempo per scrivere sul blog è difficile. Sono fuori casa tutto il giorno e la sera fra doccia, cena, quattro chiacchiere con i coinquilini e i compiti da fare, arrivo alle 23 che sono morto!

Non che in questi giorni siano successe cose eclatanti.

Diciamo che tutto procede bene.

Sono contentissimo di aver cambiato livello dal 5° al 4°, finalmente sto acquisendo una marea di informazioni. Se solo lo avessi fatto prima sarebbe stato meglio… Quindi un consiglio per tutti: se nella prima settimana in una scuola di Inglese vi rendete che il livello è troppo alto per voi, chiedete di passare al livello inferiore. Oggi al test che ho ogni venerdì pomeriggio per la parte scritta, grammatica, e lettura ho totalizzato 89/100 punti, mentre per l’ascolto 20/30. La settimana scorsa mi pare fossi sui 47/100 per la parte scritta e sempre 20/30 per l’ascolto.

Quindi, un po’ perché sono ufficialmente passate 3 settimane in Australia, un po’ perché questa settimana a scuola ha reso molto di più, ma negli ultimi 2 giorni mi sono reso conto che sta avvenendo un cambiamento importante. Riesco a parlare in modo più fluente in Inglese. Non che sia migliorato tanto con i vocaboli, ma riesco a parlare senza fermarmi ad ogni parola a pensare cosa devo dire. La strada è ancora lunga e difficile, ma a forza di pensare a cosa dire in Inglese, ogni tanto senza rendermene conto, penso in Inglese. Questa mattina stavo smistando la biancheria sporca, e nella mia testa pensavo in Inglese “ok queste 2 magliette sono da lavare, i calzini li lavo a mano, le mutande, ecc.” Ed è venuto spontaneo e automatico! Questo credo sia un bel segnale positivo!

Inoltre oggi ho parlato per circa 15-20 minuti con un ragazzo Australiano 100% che parlava a raffica e riuscivo a stargli dietro. Non capivo tutto tutto ovviamente, diciamo un buon 70% delle parole, che sono abbastanza per capire il contenuto del discorso ma soprattutto mi permette di non fare figure di merda quando mi fanno una domanda e rispondo con una risatina isterica e un “YES” senza aver capito che in realtà dovevo rispondere ad una domanda. Ecco, solo con uno dei miei host australiani nella homestay non capisco nulla. Ma proprio nulla! Il mio coinquilino Colombiano neanche, quindi ci siamo convinti che sia lui che parla male. Voglio dire, anche in Italia ci sono persone che parlano malissimo in Italiano, veloce, mangiandosi le parole e non si capisce nulla. Quindi ci siamo convinti che il problema non siamo noi, ma è lui. Fine del discorso! :p

Inoltre oggi, sempre parlando dello sviluppo del mio Inglese, ho dovuto chiamare il call center della mia compagnia telefonica per un problema.  L’idea di parlare in Inglese al telefono mi paralizza. Però, avevo un problema, dovevo risolverlo, quindi forza e coraggio.

Chiamo e parlo per 10 minuti con una centralinista molto gentile. Inoltre quì in camera mia il telefono prende pochissimo quindi la voce andava e veniva, tanto perché già non era abbastanza difficile capire cosa mi stesse dicendo. Comunque, nonostante mi sia fatto ripetere 10 volte ogni cosa, alla fine ho risolto il mio problema, che fra l’altro non era neanche molto semplice da spiegare. Quindi super soddisfazione ma anche molta disponibilità dalla centralista. Dopo la seconda domanda le ho spiegato che non ero di quì e le ho chiesto se poteva parlare più lentamente. Basta chiedere, nessun problema e nessuno si infastidisce. Questo di sicuro aiuta.. Se invece una persona inizia a sbuffare o a continuare a parlare alla stessa velocità di prima, beh allora sì che poi vai nel panico.

Tornando al discorso della casa invece la situazione purtroppo è cambiata.
Il desiderio di andare in quella casa di cui vi ho parlato un paio di articoli fa, era molto forte, soprattutto per stare insieme ai miei amici, ma purtroppo ci sono stati un po’ di problemi. Per affittarla ci richiedevano alcune garanzie, fra le quali le ricevute dell’affitto precedente, che però nessuno di noi aveva perché viviamo in una homestay. Così abbiamo chiesto alla nostra scuola di emetterci una ricevuta per la homestay che abbiamo pagato, ma ci hanno messo troppo tempo per prepararla e i tempi erano stretti così non siamo riusciti ad candidarci per la casa. La scuola però ci ha proposto di prendere nello stesso palazzo dove volevamo andare noi, un altro appartamento passando però tramite la scuola, senza bisogno di nessuna garanzia. Il problema è che meno stai più paghi. E mi chiedevano 225$ a settimana spese incluse, contro i 155$ più spese prendendolo per conto nostro. I miei amici che invece rimangono per almeno 6 mesi pagherebbero 195$ a settimana tutto incluso. Contando che si trovano stanze singole in case normali, fra i 150 e i 180$ a settimana spese incluse ho deciso di rinunciare. Nella migliore delle ipotesi risparmierei 300$ al mese. Non sapendo quanto guadagnerò, non posso rischiare in questo momento una casa così costosa, quindi ho dovuto abbandonare i miei amici e adesso sono alla ricerca di una singola… Ho esattamente 1 settimana di tempo, un po’ sono in ansia perché i tempi sono stretti, ma sono fiducioso!

Voglio condividere con voi, una serie di episodi, di piccole cose, che vivo ogni giorno, che mi riempiono di buon umore. Sono tutte cose che ogni giorno danno un senso a questa mia avventura in Australia. Non c’è un giorno in cui non penso a quanto sia felice di aver deciso di aver lasciato l’Italia e di essermi dato questa enorme opportunità. Tutte queste piccole cose nel quotidiano, concretizzano il sogno di una vita migliore, serena e felice. Vorrei che immaginaste di essere al mio posto mentre le leggete, di viverle come le sto vivendo io.
Ieri mattina mentre andavo a scuola in bici, poco prima di arrivare, mi fermo per controllare sull’iPhone se nella stazione del bike sharing vicino alla scuola ci fossero spazi liberi per parcheggiare la bici, quando ad un certo punto mi si avvicina un Signore sulla cinquantina “Hey ciao, come va’? Ti sei perso? Hai bisogno di aiuto?” devo aver fatto una faccia, come se avessi appena scoperto il segreto della felicità. Così gli sorrido e gli spiego cosa stessi facendo e lo ringrazio, aggiungendo che è stato molto gentile a chiedermi se avessi bisogno. Ci siamo salutati augurandoci una buona giornata. Altroché mandarsi a fare in culo nel traffico di Torino perché uno stronzo non ti ha dato la precedenza e ovviamente vorrebbe aver ragione… E’ davvero così difficile essere gentili e disponibili?
Questa sera invece, sono andato in un famoso night club di Brisbane, il GPO, nel sobborgo Fortitude Valley. Un mio amico, tramite un altro suo amico, ci ha messo in lista, quindi se entravamo fra le 22 e le 23 avevamo l’ingresso gratis che includeva anche una birra. Ovviamente chi è lo sfigato che non risulta in lista? Io. Ok, dai fa niente, pago 10$ l’ingresso inclusa la birra. All’interno del locale spiego al mio amico che non risultavo in lista e che ho dovuto pagare 10$, però bon, pazienza! Volevo solo farglielo notare per la prossima volta. Allora si rivolge a sua volta al suo amico, grande e grosso, che ha gestito la lista, viene da me, mi chiede cosa sia successo, gli spiego la situazione, capisce che c’è stato uno sbaglio anche se non per colpa sua, ma si sente in dovere di rimediare anche se non può restituirmi 10$ e insiste per pagarmi una birra con tanto di scuse. Non mi interessava. Volevo semplicemente dirgli che non ero finito in lista anche se nel messaggio che gli aveva mandato il mio amico, il mio nome compariva. Ma non c’è stato verso, ha voluto offrirmela. E non è che non l’ha pagata perché lavora come PR per il locale, ha strisciato la sua carta, quindi ci ha messo i suoi soldi. A me queste cose mi lasciano senza parole. Forse perché non sono abituato a tanta gentilezza e disponibilità nelle persone. Ho apprezzato tantissimo questo gesto. Mentre me ne stavo andando al locale è ancora venuto a chiedermi se avevo passato una buona serata.
Comunque locale molto carino, con 3 sale e 3 bar, bella gente, una marea di brasiliani, tanto che una stanza era solo di musica brasiliana.

A proposito di cose belle, ad un certo punto ho visto una coppia di ragazzi gay più o meno della mia età, darsi un bacio in pista. Non gliene fregava un cazzo a nessuno. Nessuna occhiata, nessuna risata, nessuna presa per il culo, nessuno spintone. Niente. Zero.
Completamente trasparenti agli occhi di tutti. O forse non erano trasparenti, semplicemente appartenevano a tutto il resto della gente. Appartenevano a quel mondo senza pregiudizi, senza discriminazioni in mezzo a brasiliani, asiatici, donne, uomini, neri, bianchi o più semplicemente in mezzo agli esseri umani. A quel mondo che tanto ho cercato in 27 anni e che forse, ho trovato.

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